Trombamici: lei si riallaccia una scarpa per uscire, lui la guarda dal letto

Trombamici: cosa sono e le regole per non rovinare tutto

Trombamici: due persone che vanno a letto insieme con una certa regolarità, si stanno simpatiche, e non stanno insieme. Niente gelosie, niente domeniche dai suoceri, niente “dove sei stato”. La parola è volgare e la Treccani l’ha registrata lo stesso, perché la cosa esiste da sempre e un nome le serviva. Il punto non è cosa sono i trombamici, che si capisce in una riga. Il punto è perché la maggior parte delle trombamicizie dura due mesi e finisce con uno dei due che non risponde più ai messaggi.

Trombamici, amici di letto, amici con benefici: stessa cosa?

Quasi. “Amici con benefici” è la traduzione dell’inglese friends with benefits, e sottolinea che prima c’era un’amicizia e poi si è aggiunto il letto. “Amici di letto” è la versione pulita che si usa davanti ai parenti. “Trombamici” è quella che si usa tra amici veri. Nella pratica la differenza è una sola: se prima eravate amici, avete qualcosa da perdere se finisce male. Se vi siete conosciuti già con quell’idea, no. La seconda situazione è più semplice da gestire, e non è un caso che molte trombamicizie oggi nascano online, dove l’intenzione è chiara dal primo messaggio.

Le regole della trombamicizia

Non sono scritte da nessuna parte, ma chi le ignora lo scopre a sue spese. Sono cinque.

1. Si dice all’inizio, non dopo

Cosa siete e cosa non siete va detto prima della prima volta, o subito dopo. Non alla terza settimana, quando uno dei due ha già cominciato a farsi un film. La frase è imbarazzante per trenta secondi e risparmia mesi di equivoci. Chi la salta “per non rovinare il momento” di solito rovina tutto il resto.

2. Ogni quanto vedersi: meno di quanto vorresti

La domanda “trombamico ogni quanto” non ha un numero giusto, ma ha un numero sbagliato: tutti i giorni. Vedersi ogni sera, dormire insieme, fare colazione insieme, è stare insieme. Chiamarlo in un altro modo non cambia quello che succede alla testa. Una o due volte a settimana, senza dormire lì quando si può evitare, tiene le cose al loro posto. Se vi state vedendo più spesso di così, non è un problema, ma chiamatelo con il suo nome.

3. Niente abitudini da coppia

Il buongiorno ogni mattina, i regali, il presentarsi agli amici, il “ci sentiamo stasera” dato per scontato. Nessuna di queste cose è grave da sola. Insieme, sono una relazione. Le trombamicizie non finiscono per un litigio, finiscono perché a un certo punto uno dei due si accorge che sta facendo tutto quello che fa un fidanzato tranne chiamarsi così, e chiede il conto.

4. Gli altri non si nominano, ma non si nascondono

Siete liberi tutti e due, e lo sapete. Non serve raccontarsi con chi si esce, è di cattivo gusto. Ma non serve nemmeno mentire: se lei chiede “vedi altre?”, la risposta è sì, e si va avanti. Chi mente su questo punto sta già giocando a un altro gioco. E una cosa non si discute: con più persone ci si protegge, sempre, senza eccezioni e senza bisogno di parlarne.

5. Si chiude con una frase, non con il silenzio

Prima o poi finisce: uno dei due conosce qualcuno, si trasferisce, o semplicemente non ne ha più voglia. Il modo giusto è un messaggio. “È stato bello, ho conosciuto una persona, ti auguro il meglio.” Dieci secondi. Sparire senza dire niente è il modo in cui finiscono quasi tutte, ed è anche il motivo per cui la parola trombamico ha una brutta fama.

Trombamici innamorati: cosa fare quando succede

Succede, e più spesso di quanto si ammetta. Non perché la trombamicizia sia sbagliata, ma perché andare a letto con regolarità con una persona che ti sta simpatica produce attaccamento. È fisiologia, non debolezza.

Il segnale che è successo a te: controlli se è online, ti dà fastidio se esce con altri, cerchi scuse per vedervi fuori dal letto. Il segnale che è successo all’altro: i messaggi diventano più frequenti e meno diretti, arrivano domande sul tuo weekend, compaiono i “mi manchi”.

Le strade sono due, e tutte e due passano per una conversazione scomoda. O lo dite e vedete se la cosa può diventare altro, e qualche volta diventa altro davvero. Oppure uno dei due non ci sta, e allora si chiude, perché continuare a vedersi “da trombamici” quando uno dei due è innamorato non è generosità, è farsi male a rate. La terza strada, far finta di niente e andare avanti, è quella che scelgono quasi tutti ed è l’unica che non funziona mai.

E se devi ancora trovarlo (o trovarla)

Tutto quello che c’è scritto qui sopra serve dopo. Prima c’è il problema di trovare una persona che voglia la stessa cosa, e che non sia una collega, un’ex o la migliore amica della tua migliore amica. Dove cercare e come proporre senza fare danni è in come trovare una trombamica, o un trombamico.

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Prima le regole, poi la persona

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